… di yoga ed altre storie

Incontri individuali

Uno nella pratica, due nella teoria

Śrī T. Kṛṣṇamācārya

Quando i testi classici del pensiero indiano presentano l’insegnamento sullo yoga, inteso come via iniziatica, spesso lo presentano sotto forma di dialogo tra un maestro ed un singolo interlocutore: lo Yoga Yājñavalkya è una conversazione tra il saggio Yājñavalkya e sua moglie Gārgī — la sua struttura dialogica è modellata su quella della Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad, e la trasmissione della conoscenza vi è rappresentata attraverso la tradizione guru-śiṣya1 esemplificata dallo stesso dialogo. La Gheraṇḍa Saṃhitā è insegnamento di Gheraṇḍa al discepolo Caṇḍa; la Śiva Saṃhitā è dialogo di Śiva con Pārvatī; la Bhagavad Gītā è insegnamento di Kṛṣṇa ad Arjuna. L’insegnamento iniziatico è segreto e richiede che l’allievo abbia le giuste qualifiche per poterlo ricevere.

Questo principio, depurato dalla sua dimensione iniziatica (che appartiene al Maestro e non all’insegnante), è mantenuto nell’approccio pedagogico trasmesso da Śrī T. Kṛṣṇamācārya e applicato ad ogni aspetto dell’insegnamento: l’intera pratica prevede l’adattamento alle condizioni e alle esigenze dell’allievo e viene condotta per andare incontro alle sue specifiche richieste, nei limiti di ciò che le sue condizioni rendono possibile; è dunque calibrata su ciascun allievo in modo diverso e viene adattata continuamente ai suoi cambiamenti.

La lezione è su appuntamento, ha la durata di un’ora e la sua frequenza viene decisa di concerto con l’allievo: il numero di lezioni, dunque, è variabile.

L’insegnamento individuale è preferibile quando ci sono particolari criticità (salute, età, carattere) o quando l’allievo ha richieste particolari ed è quindi interessato ad un percorso specifico.

  1. Guru — dalla radice gṛ o, più probabilmente, dall’aggettivo guru che significa “pesante, grave, denso”: il guru è colui che porta peso, che ha sostanza. Śiṣya — dalla radice śās, “istruire, comandare, governare”: il śiṣya è letteralmente “colui che viene istruito”, il discepolo. Guru-śiṣya non è semplicemente “insegnante-studente”. La differenza è strutturale: il rapporto pedagogico moderno è tendenzialmente simmetrico, temporaneo, contrattuale. La relazione guru-śiṣya è asimmetrica per definizione, ha una dimensione iniziatica, e implica una trasformazione del discepolo come persona — non solo l’acquisizione di competenze. ↩︎

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